Vaccino in età pediatrica: istruzioni per l’uso
RUBRICA SANITA’ - Mentre il numero di casi pediatrici di influenza A verificatisi in Italia sono in aumento, Fimp e Sip ribadiscono: è illogico e non necessario vaccinare tutti e subito i bambini non appartenenti alle categorie di rischio
Dopo un iniziale appello ad accelerare i tempi della vaccinazione con il vaccino anti-pandemico, conseguenza dei decessi associati al virus A/H1N1 avvenuti nei giorni scorsi, la risposta dei pediatri è stata immediata: “E’ assolutamente illogico e senza senso appellarsi alla necessità di vaccinare subito, indiscriminatamente, tutti i bambini contro il virus della nuova influenza”. Lo afferma Giuseppe Mele, rieletto al vertice della Fimp (Federazione italiana medici pediatri). “E’ invece necessario, in linea con quanto stabilito dalle direttive ministeriali - sottolinea Mele in una nota - vaccinare i bambini affetti da patologie croniche, per i quali non soltanto i vaccini sono già disponibili, ma lo sono con oltre 15 giorni di anticipo rispetto a quanto preventivato”. E aggiunge: “Come da noi richiesto e ottenuto dal ministero, le dosi di vaccino destinate ai bambini sono del tipo monodose, quindi più sicuri e con scarsissime possibilità di effetti collaterali. La strategia sino a oggi messa in atto dal ministero della Salute - ricorda Mele - è stata condivisa con i pediatri di famiglia che costantemente, sull’intero territorio nazionale, stanno monitorando l’andamento epidemiologico dell’influenza. La situazione è assolutamente sotto controllo - assicura - e non registriamo alcun problema particolare che giustifichi inutili appelli a vaccinazioni di massa”. Le parole di Mele fanno eco a quanto dichiarato dalla Società italiana di pediatria (Sip), il cui presidente, Pasquale Di Pietro afferma: “Non c’è alcuna esigenza di vaccinare bambini sani, ma è importantissimo che vengano rapidamente vaccinati tutti i bimbi e gli adolescenti che rientrano nelle categorie a rischio, tra le quali quelli che soffrono di malattie croniche, già stabilite dal ministero con una specifica ordinanza che è bene abbia la massima pubblicizzazione”.
La Sip ha invitato le autorità ad accelerare “al massimo l’operatività per somministrarlo a tutela dei bambini e degli adolescenti critici”. Su questo punto, in particolare, dopo un equivoco iniziale con il viceministro della Salute Ferruccio Fazio c’è stato un chiarimento: “Prendo atto con soddisfazione delle dichiarazioni rilasciate dal Professor Pasquale Di Pietro - si legge in una nota ministeriale firmata da Fazio - che confermano, al di là di incomprensioni iniziali, una posizione totalmente in linea con la strategia vaccinale del Ministero, che prevede la vaccinazione pediatrica delle categorie essenziali e dei soggetti a rischio e solo successivamente la vaccinazione della restante popolazione a partire dai più giovani”.
DOTT. GIUSEPPE MARCHESE